Cibus parte II

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Ogni imprenditore del settore sa che l’appuntamento con il Cibus è uno degli eventi a cui è in assoluto vietato mancare. L’edizione 2014, conclusasi lo scorso 8 maggio, ha riportato un bilancio decisamente positivo: oltre 67mila i visitatori professionisti, +12% rispetto alla precedente edizione del 2012, buyer esteri aumentati di mille unità (per un totale di 11mila) e la bellezza di 2700 aziende italiane espositrici su oltre 130mila mq coperti.

L’amministratore delegato di Fiera di Parma Antonio Cellie, nel ricordare anche lo spazio offerto dalla 17/ma edizione del Salone internazionale dell’alimentazione al rapporto tra produttori alimentari e la grande distribuzione italiana ed estera, precisa: ”Siamo al lavoro, con Federalimentare, per l’appuntamento del 2015 a Milano e in questi quattro giorni di Cibus abbiamo ottenuto ottime risposte non solo dalle imprese, ma anche dai Consorzi di tutela delle Dop e Igp italiane e dagli enti istituzionali. Ancora prima co-organizzeremo la grande fiera alimentare di Pechino in novembre, portando almeno 300 imprese italiane ad esporre, grazie a alla partnership con Anuga/Fiere di Colonia e Federalimentare”.

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Un’edizione dei record, insomma. E dall’aria che si respirava in fiera si riusciva già ad intuirlo.

Soddisfazione anche dal lato degli espositori. Nel nostro viaggio tra le aziende presenti, dopo aver scambiato quattro chiacchiere con alcuni di loro, assaggiato (ovviamente)  più di un’eccellenza e scoperto qualche novità,  siamo giunti alla occlusione che c’è molta carne al fuoco, per usare un termine culinario, tra i produttori italiani (trovate tutte le foto nella gallery).
Durante Cibus 2014, infatti, le aziende hanno ache presentato agli addetti ai lavori e al pubblico centinaia di nuovi prodotti, dai bocconcini di culatello alle “perle di caffè”, pensati per conquistare nuove fette di mercato, in Italia come all’estero. Ma non sono mancati nemmeno momenti più “giocosi” con gli chef più pop e conosciuti (primo su tutti, ovviamente, Carlo Cracco).

Che dire, in vista dell’Expo del prossimo anno, non ci poteva essere antipasto migliore.

 

 

 

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