O clock e l’ibridazione del Packaging

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Una delle vie per distinguersi è sempre stata quella di sconvolgere gli schemi.
Nel mondo della comunicazione e del marketing questo approccio ha portato spesso ad ibridare le forme, gli stili, e gli oggetti che apparentemente non hanno nulla in comune con il prodotto o con il contesto.

L’obiettivo è sempre quello: uscire dal rumore di fondo, quello sfondo grigio indistinto in cui per quanto si cerchi di inviare messaggi ai propri clienti non si riesce assolutamente a comunicare granché.

Se pensate che questo sia esclusivo appannaggio dei creativi che si esprimono sulle patinate pagine delle riviste o dei registi di spot commerciali per la tv vi sbagliate.

Il packaging è ormai un elemento fondamentale della comunicazione visiva di prodotto, ed il packaging del food ha con se tutta la familiarità di forme e di gesti quotidiani.

Lo sanno bene alla “O clock” una originale marca di orologi da polso, molto in voga al momento che hanno perfettamente centrato il concetto di ibridazione del packaging.

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I loro coloratissimi orologi sono infatti custoditi in minimali barattoli in latta, molto eleganti quanto semplici. Il segreto del loro successo? Il gesto comune quanto speciale di aprire il barattolo per ottenere l’orologio.

L’unicità di questo gesto aumenta il valore del prodotto, infatti il barattolo una volta aperto non si può più richiudere e questo esalta l’importanza del momento, andando ad impreziosire il cosiddetto rito del'”unboxing“.

L’unboxing (letteralmente spacchettamento) è la pratica di filmarsi nell’atto di scartare un pacco appena ricevuto, per poi condividere in rete il momento.

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