50 sfumature di (vino) rosso

Scott-Gundersen

Non so voi, ma io, ogni volta che penso ai miei amici universitari fuori sede, ho un’immagine indelebile in testa: l’aria orgogliosa e soddisfatta con cui, di volta in volta, ti mostrano come la loro collezione di bottiglie di vino/birra vuote sparse in giro per la casa a mo’ di soprammobili, aumenti considerevolmente di numero.

Tralasciando i commenti perbenisti/pieni di invidia per la passata gioventù (“studiate invece di organizzare sempre cene alcoliche” e “Dio, ti prego, fammi ritornare solo per un giorno a fare quella meravigliosa vita” solo per citarne alcune), la mia domanda resta sempre una: perché collezionare voluminose (e potenzialmente pericolosissime) bottiglie di vetro in giro per casa e non tenersi, invece, i tappi di sughero come trofeo?

A sostegno della mia tesi salvaspazio e salvavita, apprendo con gioia che il signor  Scott Gundersen è diventato famosissimo in mezzo mondo per aver fatto di questa filosofia una vera e propria arte. Il progetto è semplice: utilizzare tappi di sughero di varie sfumature di colore (un po’ anche date dal vino che custodivano) per riprodurre fotografie o immortalare soggetti. Il risultato è a dir poco strabiliante.

Mi chiedo quindi, cari amici universitari, non sarebbe meglio lasciarsi ispirare e riciclare “artisticamente” il frutto delle vostre meravigliose cenette in compagnia, invece di sparpagliare in casa milioni di bottiglie vuote?!

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